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Citywealth | ESG investments reviewed

26th November 2021

Environmental, Social, and Governance assets are on track to exceed $50 trillion by 2025 demonstrating the attractiveness of those three letters ‘ESG’ among investors. Citywealth’s April French Furnell asks the industry, what challenges lie ahead as ESG products increase but reports of different standards brings confusion to investors.
Greenwashing

Top of the agenda for this maturing market is tackling the scepticism among investors over greenwashing which is misinformation or exaggeration of green credentials to capitalise on growing demand.

A recent report Investing for Global Impact 2021 produced by Campden Wealth on behalf of Global Impact Solutions Today (GIST) and Barclays Private Bank, found that 76 per cent of private wealth holders surveyed said they were concerned about making an investment that has been greenwashed. The survey looked at data from 300 private wealth holders from 33 countries with an average of $833 million assets under management. Commenting on the findings, Damian Payiatakis, Head of Sustainable and Impact Investing at Barclays Private Bank, said “It’s an extraordinary figure for experienced investors which demonstrates they

Ashoka.org | Meet Torino Social Impact, the Italian social innovation hotspot

26th November 2021

Interview with Mario Calderini, spokesperson for Torino Social Impact, hosting partner for the Ashoka Changemaker Summit 2021.

Italiacamp | L’impatto sociale al Social Football Summit 2021 (it)

18th November 2021

Secondo una recente analisi FIGC e Uefa oggi in Italia ci sono oltre 1 milione di giocatori tesserati per un impatto che supera i 3 miliardi di euro all’anno, con ricadute dirette sull’economia (26%) fra investimenti infrastrutturali e consumi dei calciatori, nel campo della salute (47%) con una diminuzione effettiva della spesa pubblica sanitaria derivante dalla pratica del calcio e in termini di benefici sociali (27%) fra volontariato, riduzione dei crimini, formazione e occupazione. In sintesi, per ogni atleta tesserato, viene generato un impatto economico di 3.200 euro all’anno. È questo lo scenario dentro cui è possibile ragionare di calcio e impatto. Ma cosa significa in concreto parlare di impatto sociale dei club calcistici? Una riflessione la fa Italiacamp, organizzazione attiva nel generare e misurare attività di impatto sociale, che in occasione del Social Football Summit ha curato l’Impact Room, uno spazio di approfondimento e dibattito dedicato a questi temi.

Molti gli esempi concreti che arrivano dalle squadre italiane. Dall’Atalanta, con il grande investimento in un settore giovanile conosciuto in tutta Europa, all’AS Roma che oltre alle azioni di responsabilità sociale realizzate durante la pandemia – come la consegna di pasti ai bisognosi o la distribuzione di mascherine – ha avviato proprio con Italiacamp specifiche attività di impatto sociale, come percorsi di formazione sia per i ragazzi, sia a livello di alta formazione in collaborazione con Luiss Business School. Attiva anche l’Udinese che con la società di energia green Bluenergy, ha azzerato gli impatti ambientali del suo stadio, attraverso azioni di compensazione economica delle emissioni. Cruciale, poi, il ruolo delle  infrastrutture  sportive  nel  generare  impatto  sociale.  Secondo  una  stima  Monitor  Deloitte, infatti, nei prossimi 10 anni il potenziale di investimenti negli stadi in Italia è di circa 4.5 miliardi, con importanti ricadute economiche e sociali che valgono fino a 50.000 nuovi posti di lavoro, 3.1 miliardi di  nuovo  gettito  fiscale  per  lo  Stato,  25.5  miliardi  di  new  business  per  settore  calcio  e  altri indirettamente collegati oltre al rilancio delle città in termini di riqualificazione urbana.

“Best  practice  che  non  sono  più  attività  isolate  o  solo  attività  di  comunicazione  –  dice  Elisabetta Scognamiglio, Head of Communities Domain di Italiacamp – i club sono da sempre delle piattaforme sociali  che  generano  valore  per  il  territorio,  ora  la  sfida  però  è  quella  di  inserire  l’impatto  sociale  nella strategia aziendale progettando attività di

L’Espresso | Ai giovani ci pensiamo domani (it)

14th November 2021

I giovani sono al centro dell’agenda politica. Mario Draghi lo ha ribadito due settimane fa agli studenti di un istituto tecnico di Bari: «Dopo anni in cui l’Italia si è spesso dimenticata delle sue ragazze e dei suoi ragazzi, oggi le vostre aspirazioni, le vostre attese sono al centro dell’azione di Governo». Contemporaneamente a Roma si discuteva l’estensione di quota 100 ribattezzata quota 102 e 104 per il prossimo anno e quello successivo trala- sciando la bomba sociale che verrà dagli scarsi versamenti contributivi dei giovani, dal momento che metà degli under 40 percepisce redditi inferiori ai mille antro al mese e, per via del sistema contributivo, a partire dal 20351e loro pensioni saranno altrettanto misere. Qualche giorno più tardi si è dato il via alla riforma della concorrenza, dove è scomparsa la liberalizzazione degli stabilimenti balneari, uno schiaffo per quei giovani che speravano in un governo combattivo nei confronti delle rendite di posizione. A lungo termine il governo promette molto agli under 35enni: l’obiettivo è aumentare l’occupazione giovanile del 3,2 per cento abbattendo la dispersione scolastica, elevando i titoli di studio e le competenze, investendo negli istituti tecnici e professionali, sostenendo il sistema duale, puntando sulle competenze digitali e ambientali, aumentando le borse di studio, riformando il sistema di orientamento e le politiche attive. Ma nel breve periodo la distanza dalle istanze dei giovani è siderale. Partiamo dalla promessa di 300mila posti di lavoro nell’amministrazione pubblica. Sei condo le analisi del Forum Pubblica Amministrazione, a stretto giro lo Stato dovrebbe 3 2 assumere al Mef, alla Ragioneria di Stato, ma es anche ai ministero della Giustizia e nei comuni, 12.860 persone per l’attuazione del Pnrr, il Piano di Ripresa e Resilienza che prevede di spendere entro il 2026 i 191,5 miliardi messi a disposizione dall’Europ

La Repubblica | Green senza diseguaglianze (it)

8th November 2021

Questa settimana, a Glasgow, la politica proverà ancora una volta a trovare una convergenza sulle azioni da mettere in atto per contrastare il cambiamento climatico e i suoi effetti devastanti. Nel frattempo, 35 mila miliardi di dollari continueranno ad essere investiti in imprese e progetti scelti secondo criteri che, sulla carta, dovrebbero concorrere agli stessi obiettivi che verranno discussi a Glasgow ed invece sono viziati da elementi che rischiano di rendere vano ogni sforzo politico.
Su questo fronte, i grandi leader del mondo si ritroveranno in Scozia con una novità sgradevole. La grammatica che chiamiamo criteri ESG, con la quale misuriamo le prestazioni ambientali e sociali delle imprese e dei portafogli finanziari e consideriamo una preziosa alleata per uno sviluppo più sostenibile, non solo è fragile e incoerente (questo lo sapevamo da tempo), ma incorpora alcune caratteristiche che riflettono e amplificano le deviazioni del sistema capitalistico, invece di correggerle.
Una in particolare, riflessa limpidamente nell’intervista del presidente Sànchez a Repubblica, è quella di dover conciliare la transizione ecologica con elementi di giustizia sociale.
Se leggiamo il problema della cosiddetta transizione giusta dentro il quadro definito dagli ESG, vediamo che quella grammatica è fatta da una E (di ambientale) molto grande, rispetto a una S (di sociale) sproporzionatamente piccola e terribilmente mal misurata. Le ragioni sono facilmente comprensibili: la E è più facile da misurare quantitativamente ed è relativamente poco rivale agli obiettivi di profitto e rendimento e per questo molto meno sgradita ai grandi operatori finanziari e alle imprese. La S di sociale è invece complessa da misurare e spesso direttamente conflittuale con gli obiettivi di profitto. Per questo, i mercati finanziari trovano conveniente vestire di verde i propri propositi di sostenibilità, sbarazzandosi di tutto ciò che ha a che fare con disuguaglianze, esclusione e povertà. 

Raconteur | The role of innovation in a more sustainable future (en)

1th November 2021

In the Sixth People’s Hospital in Jinan, ChinRaconteur just published a new article on the innovations which can lead us toward the urgent need to cut CO2 emissions. Mario Calderini and other experts were interviewed about what recent innovations will be most outreaching in the next few years.

beintelligent.eu | Integra, Integrale, Integralista. Così la comunicazione che fa bene per Mario Calderini (IT)

21st October 2021

Mario Calderini è professore ordinario presso la School of Management del Politecnico di Milano, dove insegna Social Innovation ed è direttore di Tiresia, il Centro di ricerca sull’innovazione e la finanza ad impatto sociale. È stato consigliere scientifico del Ministro della ricerca e dell’innovazione e ha fatto parte del gr

Grazia | La vera ricchezza è far star bene tutti (it)

20th October 2021

Docente di management al Politecnico di Milano, e anche divulgatore, Mario Calderini è uno dei massimi esperti italiani di finanza d’impatto: un modo di investire denaro che ha come obiettivo principale non l’ottimizzazione dei guadagni, ma il miglioramento delle condizioni di vita delle persone.

La Repubblica | L’innovazione come rimedio (it)

20th July 2021

Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi un duro promemoria sull’urgenza di prenderci cura in modo serio del pianeta e delle persone che lo abitano. La contiguità tra prosperità e devastazione nei villaggi tedeschi inondati è il segnale d’allarme definitivo, perché ci impedisce di rifugiarci nell’idea che la sfida della sostenibilità riguardi altro e altri.

Stanford Social Innovation Review (SSIR) | Social-Tech Entrepreneurs: Building Blocks of a New Social Economy

20th June 2021

How a new genre of social entrepreneur can wield emerging technologies to create integrated and inclusive social and industrial policies.

La Repubblica | Come unire etica sociale ed economia (it)

13rd april 2021
“Investire per l’impatto sociale e ambientale è molto più di una scelta morale, è un modo intelligente di fare finanza e impresa”.

Esordisce così Sir Ronald Cohen, colui che nel luglio del 2013 ricevette dai leader del G8 il mandato di guidare la Task Force for Impact Investing, con l’obiettivo di affermare l’idea di una finanza capace di ricercare non solo il profitto ma anche soluzioni a problemi sociali e ambientali. Il rapporto finale della Task Force, “Il cuore invisibile dei mercati”, diede il via ad un movimento globale e ad una trasformazione dei mercati che oggi si misura in migliaia di miliardi di investimenti. Nato in Egitto e rifugiato in Gran Bretagna all’età di undici anni dopo la crisi di Suez, educato ad Oxford e Harvard, finanziere di grande successo nell’era d’oro del venture capital e del private equity, oggi è leader de

Nature | Give citizens a seat at the table

1st april 2021

Every day, the COVID-19 crisis reminds us of how crucial research and innovation are in rising to global challenges. And yet, it also reminds us that they are not enough.

Corriere Buone Notizie | La sostenibilità reale e quella di chi fa finta (it)

30th march 2021

Il Recovery Plan offre delle grandi opportunità di crescita all’Italia dopo la crisi dovuta alla pandemia, ma comporta anche dei grandi rischi. Per trasformare davvero il Paese in chiave sostenibile bisognerà selezionare con attenzione i partner di questa svolta, se non si vuole restare ancorati a vecchi schemi, mette in guardia Mario Calderini, docente al Politecnico di Milano e direttore di Tiresia, il Centro di ricerca sulla finanza e l’innovazione per l’impatto sociale.

La Repubblica | La sostenibilità rivoluzionaria (it)

24th march 2021

I casi di contenzioso sul bilanciamento tra interessi economici, ambientali e sociali si moltiplicano. La sostenibilità comincia a muovere una montagna di soldi e la soave prosopopea che ci ha accompagnati fino ad oggi lascia spazio ad uno scontro durissimo.  

La Repubblica | La finanza con un’anima (it)

9th February 2021

Una delle cose più sorprendenti, in questa strana luna di miele tra il primo ministro incaricato e i partiti politici, è la rapidità con la quale è svaporata l’ossessiva criminalizzazione della finanza e dei finanzieri che aveva ispirato la dialettica dell’antipolitica e del sovranismo fino a ieri.

Il Sole 24 Ore | Lo storytelling alla sfida Next Generation Eu (it)

31st January 2021

Pur essendo il più grande piano straordinario basato su risorse pubbliche da molti decenni, il Next Generation EU non potrà neppure lontanamente cogliere gli obiettivi di contrasto della crisi e di rilancio dell’economia se non attiverà investimenti e iniziative di origine privata. Questo è il limite fondamentale del piano italiano, che né nella progettazione delle azioni né nel contenuto delle stesse sembra tenere conto della necessità di confronto e attivazione delle forze sociali e industriali del Paese», afferma Mario Calderini,

Calderini: «Tecnologia, managerialità e finanziarizzazione. O l’economia sociale farà un cambio di passo o non sarà»(it)

Calderini: «Tecnologia, managerialità e finanziarizzazione. O l’economia sociale farà un cambio di passo o non sarà» by Lorenzo Maria Alvaro Vita, 27th January 2021   La due giorni del Social Innovation Campus di Fondazione Triulza sono, per il presidente del Comitato scientifico della Social Innovation Academy, «l’esempio di come creare ecosistemi artificiali in cui le imprese […]

La Repubblica | Il Recovery senza sentimenti (it)

Il Recovery senza sentimenti by Mario Calderini. La Repubblica, 16th January 2021   Il Piano di Ripresa e Resilienza, presentato in queste ore dopo lunga gestazione, ha preso una forma non entusiasmante ma certamente ordinata e rispettabile. Segno che quel sottoinsieme della compagine di Governo che ha una qualche idea dello stato del Paese e dei […]

Articolo21 | Anche in Calabria un modello di finanza sociale (it)

28th December 2020

«Si devono intercettare le grandi reti dell’imprenditorialità sociale e trasformarle in acceleratori di imprese». È questa la sfida che soprattutto il sud Italia deve vincere e con la quale potrà sperimentare un nuovo modello di sviluppo e arginare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico. Ne è convinto Mario Calderini, professore ordinario di Social Innovation alla School of management del Politecnico di Milano, direttore di Tiresia (uno dei più importanti Centri di ricerca sull’innovazione sociale e la finanza per l’impatto esistenti a livello internazionale) e portavoce di Torino Social Impact. Il professore Calderini si è confrontato con il mondo accademico e imprenditoriale calabrese grazie a un interessante webinar, organizzato da Annarita Trotta, professoressa ordinaria di Economia degli intermediari finanziari del- l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro.

Un confronto a più voci che ha coinvolto anche importanti realtà degli atenei di Cosenza e Reggio Calabria. Ma, a margine del webinar, il prof. Calderini ha suggerito come poter applicare “il modello Torino” alla Calabria. «Torino Social Impact – ha spiegato – è un’iniziativa nata qualche anno fa con l’ambizione di intercettare le opportunità derivanti dalla finanza ad impatto. Abbiamo ritenuto che per un ecosistema come quello di Torino fosse interessante costruire una piattaforma dal basso coinvolgendo piccole e medie imprese e organizzazione del terzo settore per fare finanza di impatto sociale. A Torino c’erano grandi ingredienti che si prestavano a realizzare una finanza orientata all’impatto e un sottostante tecnologico antico che non è irrilevante. In questo modello l’offerta di capitale è fatta da un insieme di imprese che vengono dal sociale e che si candidano a costruire un sistema».

La piattaforma ha uno scopo  ben  preciso.  «Essere  generatore  di  nuovi  soggetti  e  far  nascere  una  finanza  sociale  con  strumenti adatti», è la chiave di volta di questo modello. Ma assieme a questo, «Torino Social Impact – ha affermato il  professore  Calderini  –  ha  una  serie  di  iniziative  e promozioni che intersecheranno anche quello che accadrà  con il  Recovery  fund  e  c’è  tutta  una  linea  che farà della finanza di im

La Repubblica | Recovery, il progetto del futuro parte già vecchio (it)

9th December 2021

I giovani sono al centro dell’agenda politica. Mario Draghi lo ha ribadito due settimane fa agli studenti di un istituto tecnico di Bari: «Dopo anni in cui l’Italia si è spesso dimenticata delle sue ragazze e dei suoi ragazzi, oggi le vostre aspirazioni, le vostre attese sono al centro dell’azione di Governo». Contemporaneamente a Roma si discuteva l’estensione di quota 100 ribattezzata quota 102 e 104 per il prossimo anno e quello successivo trala- sciando la bomba sociale che verrà dagli scarsi versamenti contributivi dei giovani, dal momento che metà degli under 40 percepisce redditi inferiori ai mille antro al mese e, per via del sistema contributivo, a partire dal 20351e loro pensioni saranno altrettanto misere. Qualche giorno più tardi si è dato il via alla riforma della concorrenza, dove è scomparsa la liberalizzazione degli stabilimenti balneari, uno schiaffo per quei giovani che speravano in un governo combattivo nei confronti delle rendite di posizione. A lungo termine il governo promette molto agli under 35enni: l’obiettivo è aumentare l’occupazione giovanile del 3,2 per cento abbattendo la dispersione scolastica, elevando i titoli di studio e le competenze, investendo negli istituti tecnici e professionali, sostenendo il sistema duale, puntando sulle competenze digitali e ambientali, aumentando le borse di studio, riformando il sistema di orientamento e le politiche attive. Ma nel breve periodo la distanza dalle istanze dei giovani è siderale. Partiamo dalla promessa di 300mila posti di lavoro nell’amministrazione pubblica. Sei condo le analisi del Forum Pubblica Amministrazione, a stretto giro lo Stato dovrebbe 3 2 assumere al Mef, alla Ragioneria di Stato, ma es anche ai ministero della Giustizia e nei comuni, 12.860 persone per l’attuazione del Pnrr, il Piano di Ripresa e Resilienza che prevede di spendere entro il 2026 i 191,5 miliardi messi a disposizione dall’Europ

La Repubblica | Tenere unite economia e società (it)

Tenere unite economia e società by Mario Calderini La Repubblica, 27th November 2020   Le politiche italiane ed europee per il Recovery Fund   Lo schema è quello già visto troppe volte. Prima trapela una lista di progetti bizzarri, poi arrivano le grandi idee, come il ponte sullo stretto; se la situazione degenera, si cerca di [...]

La Repubblica | Ripresa e diseguaglianza, il fattore competenza (it)

3rd October 2020

Educare e far crescere le ragazze e i ragazzi a scuola è la prima emergenza. La seconda è dotarsi di un’infrastruttura di apprendimento continuo che non lasci indietro nessuno: mai come nel prossimo futuro avremo bisogno della great equalizer, come Horace Mann chiamava l’educazione e la formazione due secoli fa. Un braccio robotizzato per operazioni complesse o un software che guida il camion erano fino a ieri le rappresentazioni più icastiche che sapevamo dare alle trasformazioni che avrebbero attra

La Repubblica | Lo show del Recovery Fund (it)

Lo show del Recovery Fund by Mario Calderini La Repubblica, 15th September 2020 Le parole spesso dicono moltissimo e la pervicacia con cui in Italia si continua a chiamare Recovery Fund quello che in Europa tutti chiamano Next Generation EU è la miglior sintesi possibile della confusione e della miopia che caratterizza la stesura del documento [...]

La Repubblica | Il futuro del quarto settore (it)

Il futuro del quarto settore by Mario Calderini La Repubblica, 18th August 2020 Nel futuro dell’economia post-Covid c’è il quarto settore, popolato da imprese e organizzazioni finanziarie che metteranno il significato, il senso e l’impatto sociale dell’atto imprenditoriale al primo posto del loro agire. Lo scrivono 14 top-manager di grandi imprese internazionali, tra cui Philips, Danone, [...]

La Repubblica | Il capitalismo di comunità (it)

Il capitalismo di comunità by Mario Calderini. La Repubblica, 29th July 2020 Arrabbiato non tanto perché il suo vicino è più ricco di lui, quanto perché da troppo tempo si sente sempre più povero in una comunità sempre meno ricca. Questo è il ritratto e la geografia del malcontento che Andrés Rodriguez Pose dipinge sulla Public [...]

La Stampa | La quarta rivoluzione dell’industria ha bisogno dello Stato (it)

La quarta rivoluzione dell’industria ha bisogno dello Stato by Mario Calderini La Stampa, 23rd January 2020

La Stampa | Torino nuovo polo dell’innovazione (it)

Torino nuovo polo dell'innovazione sociale by Mario Calderini La Stampa, 15th January 2020   Quante cose sono cambiate da quando il CEO di Goldman Sachs, nel 2009, sulle ceneri ancora calde della grande crisi finanziaria, osò dichiarare “i dipendenti di Goldman Sachs sono i più produttivi al mondo”, evidentemente facendo riferimento ad una nozione di valore [...]

Tiresia Video

Open Innovation | Tecnologie, innovazione, PNRR. Così cresce l’impresa sociale (it)

L’intervista a Mario Calderini su Terzo settore e Pnrr su Open Lombardia Next Generation, il nuovo spazio di confronto sulla piattaforma di Regione Lombardia.

Biennale Democrazia | Transizione ecologica e vulnerabilità sociale (it)

Vitaliano D’Angerio intervista Mario Calderini per l’edizione 2021 di Biennale Democrazia

GdB 2021 – The challenge of integral sustainability | Mario Calderini | IT

The role of the Social Economy in the European Agenda. A summary of the speech by Mario Calderini, director of Tiresia, at Le Giornate di Bertinoro

Preserving the integrity of sustainability | Mario Calderini | TEDxVarese/ IT

  In a world where the concepts of sustainability and social responsibility are so mainstream, it’s important to approach them seriously and concretely. Mario Calderini reminds us that it’s time for businesses and institutions to tackle the big challenges of our time and take coherent actions for the wellbeing of the people and the planet. This […]

In dialogo con il Foro di Regione Lombardia | Imprese tecnologiche ad impatto sociale per un’innovazione inclusiva e responsabile

Un ciclo di sei webinar per conoscere i dieci membri del Foro regionale per la Ricerca e l’Innovazione. Era questo “In dialogo col Foro”, la serie di appuntamenti online organizzata tra il 25 maggio e il 6 luglio 2021 da Regione Lombardia in collaborazione con Fondazione Bassetti per incontrare da vicino i dieci esperti internazionali di […]

Imprese tecnologiche ad impatto sociale per un'innovazione inclusiva e responsabile – 1/2 from Fondazione Giannino Bassetti on Vimeo.  Imprese tecnologiche ad impatto sociale per un’innovazione inclusiva e responsabile – 2/2 from Fondazione Giannino Bassetti on Vimeo.

Cantieri ViceVersa 2021 | Summer School – Il credito a impatto

Mario Calderini ha coordinato “Il credito a impatto”, una delle sessioni della Summer School dell’ edizione 2021 dei Cantieri ViceVersa

ANSA | Terzo Settore centrale per creazione valore economico (it)

18th November 2020

“Le forme d’imprenditorialità sociale riconducibili al Terzo Settore avranno un ruolo fondamentale sia per contrastare i problemi sociali emergenti che rischiano di essere esacerbati nei prossimi mesi, sia per la creazione di valore economico per riportare l’Italia su una traiettoria di sviluppo. Il Terzo Settore esce forse da questa crisi sapendo di doversi maggiormente strutturare finanziariamente, tecnologicamente e managerialmente, ma noi tutti ne usciamo con la consapevolezza di quanto siano importanti i beni relazionali, i beni di reciprocità, il mutualismo, la cooperazione e quindi quanto sia importante avere il Terzo Settore all’interno dei sistemi sociali del paese.” 

MARIO CALDERINI 

RaiNews24_Gli effetti della pandemia Covid sul mondo del lavoro e sulle opportunità emergenti per i nuovi modelli di business (it)

Mario Calderini on RaiNews24

Impactwise channel_L’imperativo della impact economy(it)

IMPACT CHERRY – Calderini from Cottino Social Impact Campus on Vimeo.

Tiresia Podcast

GDB21 | Mario Calderini: La sostenibilità integra*

Per Le Giornate di Bertinoro 2021 Saverio Cuoghi conversa con Mario Calderini, Full Professor di Management di sostenibilità e impatto presso il Politecnico di Milano e Direttore di Tiresia, il centro di ricerca sull’impatto sociale.

Oltreventure| Mario Calderini: preserving the integrity of impact investing

(it) Mario Calderini ospite del podcast di Oltre Venture: “se preserviamo l’integrità del concetto di finanza a impatto possiamo sfruttarne a fondo la potenza trasformativa”.   Mario Calderini, professore del Politecnico di Milano e direttore di Tiresia, è autore dell’ultimo Tiresia Impact Outlook 2019, la fonte più importante di approfondimento per chi opera nell’impact investing in Italia. Secondo i dati [...]

Talents Venture| Mario Calderini: Istruzione Italia with Mario Calderini

Ad Istruzione Italia è intervenuto il Prof. Mario Calderini per discutere di istruzione universitaria e nuove vie per finanziarla